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a Calimera (Lecce)

areAzione '07

rassegna teatrale formativa

al NUOVO CINEMA ELIO-via Montinari

LE SCHEDE DEGLI SPETTACOLI

  venerdì 23  febbraio  ore 20.45  
   Perché ora affondo nel mio petto 

 di e con Roberto Corradino

Un letto enorme. E duro campo di battaglia. Achille e Pentesilea. Maschio e Femmina. Mitici e innamorati. Un contrappunto tra diario da camera e svergognamento pubblico, plateale.
Con Achille,  il Grande Assente. La Mancanza di cui si nutre l'Amore. Achille che in scena semplicemente non c'è. E Pentesilea, la regina sola, il Desiderio. Incontentabile, Incontenibile, Instabile. Pentesilea che chiama Achille che non c'è. O tarda ad arrivare. Pentesilea, Regina delle Amazzoni ma non più capace di governarSi. Pentesilea no, no ..non più padrona di sè. Pentesilea, Preda delle comuni, banali, affrettate pene d'amore. Pentesilea sola chiama Achille che non c'è. E poi... Ogni volta è uno strappo. Amore Mio. Coglierò per te l'ultima rosa del giardino. You Spin Me Around. O beatrice senza manto. Mare . Non può durare certo non durerà. Tu Ca Nun Chiagne. Dunque non ha finestre la camera nuziale.  Woman In Love. Fra le tue braccia amore è morto. Heaven is a Place on Earth. Era volgare e squallida la stanza. INF,canto V. Tu mi portasti un po' d'alga marina. Io Mi Fermo Qui....I WANNA DANCE WITH SOMEBODY… Cos'altro ancora vuoi da me?

Perchè ora affondo nel mio petto (un bluff teatrale sull'amore/ l'amore è un bluff teatrale) -  verso iniziale dell'ultimo monologo di Pentesilea in Kleist -  riscrive la vicenda dell'amazzone in una palpabile  contemporaneità dove un attore en travesti incarna i panni della mitica regina scitica, ridotta a significativa prostituta rumena o indicativamente slava, mentre il paesaggio e la storia e personaggi scompaiono, ridotti alle variazioni umorali, emotive e della memoria, delle pene d'amore di Pentesilea per Achille. In una sorta di cabaret della mente il racconto procede per strappi e frammenti emotivi e mentali, contrappuntato da una colonna sonora che di fatto è l'unica drammaturgia possibile per l'amore, un eccesso di febbre che finisce con uno sbadiglio.

 

 

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venerdì 23 marzo ore 20.45
                                                          Il Processo  di Franz Kafka 
       1^ nazionale

          regia di Principio Attivo Teatro
con Dario Cadei, Silvia Lodi, Cristina Mileti, Otto Marco Mercante, Daniele Morleo, Fabio Quarante, Giuseppe Semeraro

Qualcuno doveva aver diffamato Josef K. ……basta davvero solo questo per avviare un processo, per stravolgere la vita di una persona?
Sulla scena oggetti quotidiani (sedie, separé, un letto), il cui uso quotidiano viene sistematicamente stravolto, subiscono metamorfosi di senso, passano da un significato ad un altro.
Stessa sorte per gli attori, impegnati a costruire attorno a Josef una struttura narrativa, o meglio, una gabbia narrativa, in cui il protagonista sarà costretto a dibattersi senza mai riuscire a venir fuori; stesso continuo cambio di segno, passando da attore, a personaggio, a macchina di scena, ad altro personaggio.
Dal suo risveglio sino alla fine, Josef K. sarà costantemente “agito” dalla scena, senza mai riuscire a sfuggire alla scena stessa, senza mai poter riprendere la propria vita, ormai stravolto da quei grotteschi personaggi…

Come le altre opere Kafkiane, il Processo può essere considerato l’emblema di una nuova epoca -quella della crisi dei valori e della paralisi dell’individuo di fronte alla modernità e alle nuove dinamiche di controllo stabilite dalla “macchina del potere”.

Scrive Levi: - Joseph K. è emblema di una condizione non storica ma esistenziale. Le istituzioni che lo condannano restano indeterminate nello spazio e nel tempo, come a rendere universale ed eterna la trappola che attanaglia senza scampo l’individuo-.

 

 

venerdì 27 aprile  ore 20.45 
          Il suo corpo trasparente
  regia di Mariano Dammacco con M.Rita Simone

 

La guerra, la fame, l’attesa, l’amore, la morte… il dolore. Lento, lancinante, inesorabile, è quello descritto con minuzia e intensità da Marguerite Duras ne Il dolore e qui messo in scena da Mariano Dammacco che dirige la giovane Maria Rita Simone. La tenacia di una donna, Marguerite, si misura con la spossatezza di un uomo, Robert, rinvenuto nel settore proibito, quello dei morti, a Dachau. Lei per giorni lo ha atteso, dimenticandosi di vivere, impedendo alla disperazione totale di prendere il sopravvento grazie alla luce sempre vigile della speranza. Una telefonata, ormai quasi inattesa, le cambia il destino: lui è vivo, per poco se non viene salvato. Una missione coraggiosa, un folle viaggio in auto, ma ecco che l’inizio sembra sprofondare nella fine. Marguerite si trova di fronte uno sconosciuto, un corpo a pezzi, trasparente, irriconoscibile e che lei non vuole vedere. Tenta di contenderlo alla morte, con pazienza e dolcezza, in una via crucis quotidiana fatta di piccoli progressi, conquiste in nome dell’amore.

Da questo toccante diario emergono con forza straziante gli interminabili minuti di attesa, le speranze, i dubbi, i sogni del ritorno dell’amato. E la vita si modella su di un ritmo diverso da quello ordinario, piccole e nuove abitudini di un nuovo mondo, è il mondo del silenzio, il mondo sospeso che erode inesorabilmente l’anima e il corpo di chi rimane, di chi spera.Il Dolore diviene così canto di tutti coloro che hanno aspettato e che ancora aspettano, tutti coloro che conoscono la forza dolorosa necessaria per rimanere aggrappati a speranze così sottili.
La giovane MariaRita Simone riesce ad infondere in questo testo la forza straziante del dolore prolungato, ripetuto, infinito, che come goccia dopo goccia continua a corrodere l’animo.

 

                                                    

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Venerdì 11 maggio  ore 20.45    
            
Kafka Ridens     
 regia e interpretazione di  Renato Grilli
     
Renato Grilli, attore – regista – autore, ha studiato a lungo l’opera e la figura di Franz Kafka. Ha scritto molti anni fa un monologo, SOSIA, ispirato alla curiosa somiglianza col Praghese in una foto da adolescente. Ha poi messo in scena una riduzione dal romanzo AMERICA (HAMBURG – NEW YORK, Ravenna, Teatro Rasi, 1982). Nel 1986, a Roma, era il sosia di Kafka nello spettacolo del Doppio Teatro SCIACALLI ED ARABI di Ugo Leonzio, all’Oratorio del Carovita. Nello stesso anno, a Cinecittà, viene scritturato da Federico Fellini per il film GINGER E FRED (ITA – USA 1986) : è il sosia muto di Franz “Cafcka” (così sta scritto nella gruccia del suo costume in sartoria…)

In KAFKA RIDENS quel sosia muto parla, liberamente ispirandosi ai Diari e al Libro di preghiere di Franz (Amshel) Kafka, conosciuto come AFORISMI DI ZURAU, opera postuma, come quasi tutte le altre, e scampata al rogo richiesto dall’Autore per i suoi scritti.
Il “ridens” del titolo indica una lettura inedita dell’opera di Kafka; attraverso i riferimenti alla cultura chassidica, al teatro yiddish, alla Kabbalà ebraica, si suggerisce una nuova interpretazione, più divertita e ironica dell’opera kafkiana.

 

Info e prevendite:

U.R.P. Comune di Calimera (Lecce) - Piazza del Sole - tel. 0832/870216

SOMNIA THEATRI - tel. 380/526 8 526         328/60 15 767

info@somniatheatri.com

 

 

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